Ex Novo

Una soluzione consiste nel lavorare oltre l’oggetto – l’oggetto in sé come risultato concreto e percettivo – verso lo spettacolo, in unione col teatro.

Tommaso Trini

Il Plart propone Ex Novo, un progetto che vuole restituire una seconda vita a oggetti di uso quotidiano abbandonati nel dimenticatoio del consumismo. In tal senso il Plart rivolge ad alcuni artisti l’invito a confrontarsi con degli oggetti giunti ormai al loro “termine vita”. Che cosa scaturirà da questo confronto? Qual che sia la risposta dell’artista, il progetto, rispecchiando la vocazione del Plart, vuole trasformare il rifiuto in risorsa, una sorta di seconda vita, plasmata dalle mani dell’artista.

L’oggetto

L’oggetto da ri-pensare, ri-editare e a cui conferire nuova linfa vitale è la sedia. Le sedute sono oggetti semplici, che da sempre ci accompagnano nel nostro quotidiano. Oggetti che hanno sapientemente infranto la barriera del tempo, diventando, talvolta, delle vere icone del design e dell’arte, basti pensare alla famosa Sedia rossa e blu (1923) di Gerrit Rietveld in cui vi si trovano sintetizzate le finalità del movimento De Stijl (Lo Stile) di progettare opere/oggetti costituiti da elementi primari e proporzioni bilanciate così da contribuire a creare un senso di armonia nei singoli individui. Oppure One and Three Chairs (1965) un’installazione di Joseph Kosuth, composta da un oggetto, una sedia prodotta industrialmente, un'immagine, la fotografia della sedia, e da parole, il lemma di un dizionario che fornisce il significato della parola "sedia": l’arte produce significato e, mettendo insieme queste tre rappresentazioni alternative, Kosuth trasforma una semplice sedia di legno in un oggetto di dibattito e persino di costernazione, una piattaforma per esplorare nuovi significati.

Gli artisti coinvolti

Mario Coppola
Emmanuele De Ruvo
Gerado Di Fiore
Gaetano Di Riso
Matteo Fraterno
Yumi Karasumaru
Gianroberto Iorio
Lab. Gay – Odin
Pasquale Persico
Felix Policastro
Carmine Rezzuto

Ogni artista con la propria specificità creativa, la propria tecnica, la propria poetica è invitato, come suggerisce la citazione di Tommaso Trini posta all’inizio di questa pagina, ad andare oltre l’oggetto, oltre il suo significato, oltre la sua finitezza, oltre il suo limite, congelandolo in una nuova forma e lasciando così, la traccia di qualcosa che altrimenti scomparirebbe inevitabilmente nel vuoto.