La città delle scale

La Napoli dei vicoli, delle scale, dell'arte e del verde, un intreccio di arte, natura e cultura ma anche di folklore e tradizione. Punto di partenza è la stazione della linea 1 metropolitana Cavour , da cui ci allontaneremo per "scoprire" le bellezze di una Napoli nascosta e per puntare dritti verso il più grande polmone verde della città: il parco di Capodimonte. Da Via Foria, ci dirigiamo verso Via Giuseppe Piazzi (la via dedicata all'insigne astronomo, scopritore del primo asteroide e fondatore nel 1819 del primo Osservatorio Astronomico d'Europa) per "arrampicarci" su una delle 200 scale napoletane: Salita Montagnola (così chiamata per la sua caratteristica configurazione), la strada era anche detta dei Ceraiuoli, perché vi si lavoravano le candele, o della Pacella, da una casa di convalescenza dipendente dall'Ospedale della Pace. Da qui, in pieno centro urbano, si ritorna indietro nel tempo laddove è possibile riscoprire la "Napoli Gentile", ricca di un verde ancora legato alle antiche tradizioni contadine, un luogo che conserva ancora gli odori, i sapori e le attività di un tempo. Infatti non è difficile sentire le "voci" della vecchia Napoli. Risalendo ancora la collina si arriva alle scale del Moiariello che conservano anch'esse un carattere agreste e di borgo isolato cui indubbiamente deriva il toponimo riconducibile al termine Moggio - unità di misura agraria - . Alla fine delle scale è la Torre del Palasciano - 1868 - che fonde elementi neomedioevali e neo rinascimentali. Parallelamente alle scale è la Via Ottavio Morisani - la c.d. Posillipo dei poveri - da cui si può osservare la bellezza paesaggistica del Golfo di Napoli: il Vesuvio, la penisola Sorrentina, Capri, San Martino. Ancora più avanti troviamo l'Osservatorio Astronomico di Napoli fondato nel 1819 da Giuseppe Piazzi e modificato da Federico Zuccari. Attualmente è adibito a Museo ed è visitabile su appuntamento. Infine giunti a Capodimonte (Caput de Mundi) ci inoltriamo nel famoso Parco voluto da Carlo di Borbone nel 1734 quando decise di erigere sulla collina di Capodimonte la sua reggia. Il palazzo reale di Capodimonte, attuale museo, è circondato da un bellissimo parco di 20 ha, ricco di numerose varietà arboree; fu realizzato su progetto dell'architetto F. Sanfelice. Lecci, pini, tigli, aceri, olmi, roverelle, sambuchi ed un sottobosco di edere, rovi, ortiche, pungitopo, e di tarassaco e ciclamini costituiscono la vegetazione spontanea del bosco. Altre specie sono state introdotte poi dall'uomo: cipressi, ippocastani, cedri del Libano, tassi, magnolie, nonché un esemplare unico di palma argentata e rarissimi alberi di lauro-canfora. L'impianto compositivo del parco coniuga lo stile francese dei viali simmetrici e dei giardini con il rigoglioso assetto botanico dei boschi di leccio, di castagno e di olmo di gusto più romantico inglese.

Marco Petroni