ITINERARI DELL'ANIMA ( Sliding Doors )

E se in una notte d'inverno, tra fulmini e saette, nembi minacciosi e  nuvole di pioggia, abbandonassi la mia casa, i miei affetti, e guidando nelle strade della mia mente, andassi al sud di nessun nord, in un tempo senza tempo, nel giro della storia che molti chiamano ancora Magna Grecia?

E se stanco dell'affanno dei giorni mi rifugiassi a Pompei, nella casa dei gladiatori, lottando con il mio pennello contro le daghe di impavidi eroi schiavi, e  lì diventassi preda di cortigiane perfette perdendomii nei piaceri dei lupanari,  per poi, ebbro di vino e miele, smarrire ogni meta nella Villa dei Misteri?

E se ignaro del ritorno, come un Ulisse canuto, privo di astuzia e malizia, mi perdessi in laviche strade, dove l'infinito sorride ai roghi, e la violenza è un gioco che si impara fin da bambini, e Giordano Bruno, il filosofo nolano, prendesse vita, ogni volta che  una vittima viene murata nel silenzio del sorpruso e mi avvolgesse con i suoi eroici furori? E se stanco di miti e leggende, voltando le spalle alla mia anima, al mio destino, mi fermassi in una landa anonima, tra dieci masserie che non fanno una città, e lì trovassi il senso profondo della mia vita?

Lì dove non c'è nulla, se non qualche traccia poetica, i versi frammentati e immortali di due grandi ( FCS e AGN) e i segni di un artista "passeggero" (FP), e memorie di una festa creata dal gioco di un bambino fortunato mai cresciuto.

E se stanco di girare sotto mille astri mi fermassi negli occhi di una donna, parlando d'amor cortese,  rinnovando la vita sotto la magia di tre alberi di noce e d'incanto ogni mattina costruissi il mio studio, un laboratorio di idee, un opificio di materia grigia, per poi abbatterlo ogni notte, per protestare contro chi uccide ila fantasia con il grigio dei suoi protervi atti?

E se non avessi più ipotesi ma solo la voglia di viaggiare senza meta?

Ecco, è ora di mettersi al lavoro, prepararsi un caffè e raggiungere l'altro mio Io che si è smarrito in un'andata senza più ritorno.

 G.K. PER POESIA LIVE

Senza valige giro il mondo. Sono un viaggiatore da sempre e un turista da mai, un esploratore di arte, che ritorna nel passato per raccontarlo a chi è non ha più memoria. Napoli, la città figlia di una ninfa bellissima che morì d'amore per un rifiuto d'Ulisse, mi aspetta nel clamore di una folla che non dorme mai.

Immagino che sarebbe bello fermarsi qui però ho una meta: Pompei; ho un compito: frugare tra cenere e lapilli per scoprire la vita fermata dalla morte.

Salgo su un trenino, ma sbaglio il percorso e mi trovo sotto l'altro volto del Vesuvio, un vulcano che è dopppio, che genera se stesso, ma anche chi gli ha dato vita, in una gara infinita, tra padri senza figli e figli che si strappano il sangue pur di rinnegare i padri. Una campagna non più campagna, un paesaggio lezioso, mi aspetta.

Sono quasi disperato per la mia fatale distrazione, poi ascolto versi eretici che salgono da un pozzo e cammino su segni che si interrogano sul divino.

Cammino sulle strade sterrate di quella che una volta era Campania Felix e per incanto dal nulla vengo risucchiato dal vortice del vento verso un opificio che domina, illumina e stempera l'orrore di mostri di cemento. Busso ed entro e mi presento a un uomo senza tempo che ritrae i suoi peccati guardandosi in uno specchio, un narciso dei colori, e capisco che se Pompei è un luogo della Storia, questo è un luogo dell'anima, l'ultima fermata del mio destino, del mio continuo errare.

G.K. per POESIA LIVE

*Saviano, luogo di azione e di astrazione per Felix Policastro e di altri artisti che qui trovano ispirazione e rifugio.

Una linea di confine tra il cielo e l'inferno, dove è facile smarrirsi, ma anche esaltarsi.

Per scoprire chi si nasconde volutamente sotto gli acronimi indicati nelle tracce degli itinerari dell'anima, bisogna sottoporsi a un rito inziatico dove i sette sensi si eccitano, il gusto incontra la fantasia e il mistero sviene nella passione, tra sette battute sensoriali, tra sette percezioni e l'offerta di doni di antichi Dei (olio, vino, noci, nocino,pane, lupini e uccelli piumati dagli occhi come due soli).

G.K.

Felix Policastro