A Napoli quasi per caso

 Per qualche oscuro motivo, forse per le origini nordiche di mia madre,  mi sento da sempre come un  appassionato turista di  questa città, piuttosto che un suo regolare abitante. Ma del resto le radici di Napoli sono il mondo stesso, e in questa città puoi scoprire geografie e percorsi infiniti, spazi e tempi di ogni luogo e di ogni epoca, strati di storia pietrificati e non, che vanno dai misteri del passato alle ipotesi del  futuro. Enigmatica ed avvicente, come una sfinge sul mare, Napoli sorprende sempre,  chi lo conosce e  la abita, può alle volte sentirsi straniero, come viceversa chi viene da fuori  può immaginare  di esserci nato.

Da turista esploratore l'ho percorsa sempre a piedi, creando itinerari di pensiero e incontri casuali con  luoghi, edifici, cose, quasi a godere delle vibrazioni delle storie trascorse. E così avvenivano e avvengono  incontri imprevisti che sono diventati appuntamenti, luoghi trovati che si è deciso di non lasciare più o almeno di dedicare ad essi in un posto nella nostra memoria. 

Nel pieno centro storico non potrei dimenticare L'Ospedale  degli Incurabili, che risale al 1520. Ad esso è annessa la celebre farmacia  settecentesca, progettata  da  Domenico Antonio Vaccaro. Non troppo lontano da lì, nel cuore della Sanità, la mia macchina del tempo può portarmi dal Settecento al mondo Greco Romano, gli Ipogei Funerari Ellenistici, in particolare la tomba dei togati e quella dei melograni gestiti dall'associazione Celanapoli, sono una scoperta meravigliosa, incredibile, un set surreale e visionario, dove sembrano ancora danzare le anime della storia più antica della città.  

E ancora le emozioni del turista Maurizio Elettrico, trasognante e incantato, lo spingerebbero verso un  gioiello della cultura contemporanea come il Museo Hermann  Nitsch, che sorge nei pressi di piazza Dante, in quella che fu la stazione elettrica del teatro Bellini e che colleziona una selezione importante di opere del grande artista austriaco.

Spingendomi verso il mare in direzione del quartiere Chiaia, che a lungo è stato il mio quartiere,  raggiungerei il Museo Plart, altro meraviglioso esempio della sensibilità dei nostri tempi. La plastica qui domina ovunque, rivelando genio e creatività tra arte e design e aggiungendo così alla città un nuovo pezzo di consapevole futuro. 

Maurizio Elettrico